la breve estate dell'anarchia PDF Stampa E-mail

Perché leggere La breve estate dell’anarchia?

Perché me lo ha fatto scoprire un amico spagnolo che votava partito umanista.

Perché io l’ho comprato al mitico Conchetta  in quelle esposizioni alla sera con luce soffusa, in cui vai dopo aver bevuto e ballato e prendi libri con poca lucidità, ma sai che sono bei libri perché si trovano li.

Per tutte quelle volte che ai concerti di Guccini (ma quanti ne ho visti?) abbiamo cantato a pugno alzato “trionfi la giustizia proletaria” e intanto votavamo PDS (e ci andava anche bene). Ecco in questo libro si racconta di quando la fiaccola dell’anarchia illuminò l’aria più che altrove.

Perché è un romanzo a flashback; ma non come quei film di Tarantino in cui quando esci dal cinema devi pensare e ripensare per capire se hai capito, e fingi di capire per non far figure con il compagno/a di turno.  Qui pur nella complessità dell’evento storico, la guerra civile spagnola, il racconto è semplice e lineare.

Perché racconta la storia di uomo, Buenaventura Durruti, di famiglia povera che emigra come fece il mio bisnonno in Sudamerica, come tanti della sua generazione. Che al rientro scopre la politica e durante le riunioni, nella “machista” Spagna, si porta le patate da pelare per dividere il lavoro in famiglia.

Perché racconta la storia di un’amicizia travolta dalla guerra. Perché quella guerra raccoglie in piccolo i drammi del ‘900.

Perché è anche un giallo irrisolto: e per chi si è appassionato come me al personaggio consiglio i due tomi di Abel Paz con la biografia di Buenaventura Durruti.

Di Hans Magnus Enzensberger  LA BREVE ESTATE DELL’ANARCHIA, ed Feltrinelli, 298 pag.

Io l’ho pagato 15.000 lire con sconto che non ricordo.

 
         

Continuando a navigare su questo sito accetti l'invio di cookie, come viene spiegato nella nostra informativa. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information